LABORATORIO ALCHEMICO Emblemi dell'Arte Alchemica rinascimentale e dell'immaginario contemporaneo ARTE NIGRESCENTE

NIGREDO DELLA PERCEZIONE CRITICA

Come S. Tommaso mette il dito nella piaga

Caravaggio: "Incredulità di San Tommaso" Caravaggio: "Incredulità di San Tommaso"

Nel suo ultimo film Woody Allen mette in scena, con la sua consueta ironia,  i quattro Atti della Nigredo umana.

"Basta che funzioni"  descrive attraverso i quattro personaggi principali  le fasi di trasformazione dell'identità determinate dal progressivo emergere della pulsione creativa che spinge al cambiamento, alla liberazione dalle costrizioni sociali, alla purificazione degli istinti e alla trasmutazione dell'intelligenza conforme agli scopi biologici e sociali della specie in una più profonda consapevolezza del significato della vita.

La trama del  film racconta la storia di un uomo che osserva la realtà così com'è, in tutto il suo "orrore quotidiano" che va dall'odio razziale, sessuale, politico e sociale allapiù assoluta ignoranza e disinformazione sui temi importante della vita. 

Spettatore crudele e sarcastico della stupidità umana non esita a dire la verità, rifiutando la menzogna e  le regole dettate dal conformismo morale e religioso.  Intorno a lui si muovono le figure di una giovane ragazza in cerca di se stessa e di due adulti, genitori della ragazza, che scoprono la loro vera e autentica identità 'spirituale' attraverso  una progressiva nigredo della pulsione creativa che si traduce in amore per il corpo, creatività artistica, de- strutturazione dell'ego sociale e sessuale e rivelazione di un diverso livello di consapevolezza di sè (l'anima degli uomini) e di consapevolezza di relazione (l'animus delle donne) in grado di trasfigurare  l'io (albedo) in una nuova identità spirituale (l'ermafrodito).

 

Woody Allen gioca a stabilire un rapporto di complicità con lo spettatore. Il protagonista infatti è la "nostra guida" all'interno dell'inferno subconscio in cui si dibatte l'avidità e l'egoismo degli uomini e come tale si rivolge verso lo spettatore in sala per fargli capire che non esiste differenza tra finzione cinematografica e realtà.

In quanto spettatori di una  Nigredo virtuale diventiamo consapevoli, se ci mettiamo un pò di attenzione,  di ciò che l'uomo è in realtà,  e cioè  "ammasso" incontrollato" di istinti, pulsioni e  bisogni da soddisfare, di desideri inconfessabili,  pervaso  di libido affermativa che va oltre ogni forma di restrizione dettata dalla legge morale.

 

In questo sottile processo di sdoppiamento della realtà, quella vera e quella percepita, avviene il fenomeno dell'Arte Nigrescente,  e cioè una  imprevedibile  trasformazione della conoscenza pre-logica (la percezione) in consapevolezza (intuizione), comprensione (decodificazione) e conoscenza (interpretazione) della realtà oggettiva rappresentata come "realtà virtuale" dall'arte alchemica cinematografica.

 

A. Bellucci. "angoscia e divinazione" A. Bellucci. "angoscia e divinazione"

Alla fine della commedia si comprende che il regista ci ha guidato ad aprire gli occhi sulla natura umana. Non è importante  razionalizzare le risorse creative in vista di uno scopo, l'importante è che il "rapporto"  funzioni, poichè nessuno può dire in anticipo che cosa ci aspetta nel momento in cui allarghiamo il campo della percezione (la visione d'insieme) e sperimentiamo le facoltà creative dell' Animus e quelle percettive dell'Anima.

 

L'essere umano diventa imprevedibile, così come le cose che misteriosamente iniziano ad accadere, secondo ritmi e finalità che solo il "genio"  riesce a comprendere fino in fondo, perchè conosce  la natura umana e la realtà sociale, individuale e collettiva, dei bisogni da soddisfare, dei desideri da esaudire, delle speranze che alimentano il desiderio di vivere e di godersi la vita e della libido di affermarsinel mondo con tutti i mezzi e le risorse possibili dalla tecnica.

 

Per salvarsi dall'orrore quotidiano è indispensabile esercitare con distacco e ironia una visione critica della vita  e della realtà così come si presenta al primo sguardo. Anche a costo di essere antipatico, offensivo,  immorale e non conforme alla visione stereotipata distorta dai mass media, l'alter ego di Woody Allen   presenta la sua personale Nigredo che  diventa, nel suo riflesso sociale,  Arte della percezione critica. Alla fine del film/percorso non è privo di significato che "angoscia" e "divinazione" si incontrino: il protagonista, in preda all'angoscia, decide di suicidarsi ma   "cade"  su  una medium, simbolo di una  una nuova possibile espansione del "campo della percezione"  

A. Bellucci: "Homo defecans" A. Bellucci: "Homo defecans"

Allo stesso modo dei Woody Allen gli artisti dell'arte nigrescente sono attori e spettatori della realtà e traducono in  immagini i conflitti, i drammi, le farse e le commedie provocate dalle pulsioni , dalle passioni e dalla libido di apparire e di affermarsi nel mondo.

1. Per A. Bellucci l'artista deve osservare se stesso (autoavvertimento psichico)  e riconoscere nella propria natura la matrice biologica delle pulsioni. Attraverso un lavoro di "purificazione" (homo defecans) e di liberazione dalle scorie epigenetiche attuata  per "distillizazione" di ciò che buono da "sorseggiare" (i girini prersenti nella coppa del bicchiere)

l'individuo sperimenta il valore "creativo" dell'angoscia vissuta nel presente che si traduce in "ansia di futuro" contemplata nella divinazione psichica del tempo. (Angoscia e divinazione)