LABORATORIO ARTE NIGRESCENTE 2009
Arte dell'Alchimia e Alchimia dell'Arte
La trasmutazione del Mercurio
Tiziano, Concerto campestre
L'Opera al Nero è fondamentalmente un ciclo di trasformazione della psiche in coscienza di sè e conoscenza della realtà che procede attraverso le esperienze dirette, non mediate, con il mondo esterno. Di solito sono le esperienze di conflitto con la famiglia, l'ambiente di lavoro e e il partner a provocare dei cambiamenti mentali e psicologici, oppure sono i traumi, le malattie, le sconfitte e i fallimenti a modificare i pensieri che strutturarno le motivazioni in grado di influenzare poi scelte di vita e le decisioni importanti.
Ciò che cambia di fatto è la natura della mente, poichè è attraverso la comprensione delle esperienze che l'individuo smette di essere come Pinocchio un "burattino di legno", soggetto a qualsiasi forma di suggestione psichica, per diventare un "bambino vero", metafora di un nucleo di consapevolezza (il senso di sè) da cui può avere origine l' Alchimia dell'Arte.
I fattori mentali che determinano la condizione di pigrizia, apatia e indolenza (il tamas) sono considerati metaforicamente dei metalli vili che devono invece essere trasmutati nei metalli nobili dell'argento (l'intelligenza di relazione) e dell'oro (la coscienza di relazione).
Esistono tra gli esseri umani una grande varietà di modelli di intelligenza. L'intelligenza è da sempre sinonimo di scaltrezza, di astuzia e di abilità nell'individuare i rapporti di relazione, di dipendenza e di interdipendenza tra le parti in gioco.
Tuttavia sono rari i modelli che esprimono una effettiva consapevolezza di relazione in grado di discriminare il bene dal male, il giusto dall'iniquo, l'utile dal dannoso per se stessi e la collettività. Ciò è dovuto in parte all'impossibilità di affrontare esperienze significative durante il corso della vita. Chiuso all'interno di una gabbia dorata, o abbandonato in un'isola deserta, l'individuo regredisce in uno stato autoerotico, o di annuilamento delle facoltà mentali.
Emblematica in tal senso la scena di "Blade Runenr" in cui il replicante ribadisce di possedere "una consapevolezza di realzione" superiore, poichè i "suoi occhi hanno visto cose che agli umani non è possibile nemmeno immaginare".
L'Arte dell'Opera al Nero consiste nell' impegnare la mente nel difficile compito di " lavarsi" dalle "impurezze" e di trasmutare nell'argentum vivum, sinonimo di curiosità di conoscere e di consapevolezza percettiva (San Tommaso).
Per gli alchmisti rinascimentali, cultori dell'alchimia enunciata da Aristotele, all'origine di ogni fenomeno c'è il turbinoso "caos della prima materia" formata essenzialmente da quattro elementi: terra, acqua, aria e fuoco. Mescolando queste forme semplici in certe proporzioni Dio creò la varietà illimitata della vita. Allo stesso modo il "metallo" di cui è costituita l'essenza della mente, può essere trasformato in metallo nobile cambiando le sue proporzioni elementali.
Il processo di trasmutazione del solfuro di mercurio (il cinabro) in argento richiedeva sei operazioni fondamentali: distillazione, separazione, digestione, purificazione, coagulazione e fissazione. Una volta ottenuto l'argentum vivum, il vapore di mercurio che raffreddandosi si ricompone nelle goccioline che corrono a riunirsi in modo singolare, l'alchimista imparava l'arte della proiezione delle immagini che segue schemi preordinati dal subconscio (fantasie) , dall'inconscio (forme astratte, sogni, simboli) e dall'iperconscio (archetipi, miti, allegorie).
Per ottenere la necessaria fluidità del mercurio era indispendabile canalizzare lo zolfo (l'energia sessuale) all'interno della fornace alchemica, metafora di un processo di sublimazione dell'istinto sessuale in gradi di accendere il fuoco della curiosità (I° grado), della creatività (II° grado) e del desiderio di conoscenza (III° grado di calore).
Secondo la teoria alchemica, se lo zolfo e il mercurio erano perfettamente purificati dalle stratificazioni psichiche (sistema delle abitudini) e mentali (conformismo, schemi di pensiero preformati, ecc...),e se erano combinati nel più perfetto equilibrio, il prodotto sarebbe stato il più perfetto dei metalli, l'oro, simbolo della mente intuitiva in grado di conoscere la ealtà attraverso la proiezione dell'immaginazione creativa sulle cose "investite" dal "fuoco alchemico".
In questa terza fase dell'Opera al nero l'alchimista trasmutare il Mercurio vulgaris nell'argentum vivum diventando di fatto un "artista della materia". L'arte della proiezione del mercurio, quella sostanza che se riscaldata dalla passione sessuale (eros) , creativa (amor) e cognitiva (ermes), metteva le ali e volava via, cosa che nessun altro metallo era in grado di fare, aveva infatti il potere di ricreare se stesso una volta raffreddato all'interno del condensatore (il cervello).
Il vapore di mercurio, metafora della fantasia, dell'intuizione e dell'immaginazione creativa, miracolosamente ricadeva, e consolidandosi si "proiettava" sul vetro o sul metallo base, conferendogli il proprio colore argenteo.
Caravaggio: "Martirio di San Matteo"
A questo punto dell'opera l'Arte trasmutatoria dell'Alchimia diventa Alchimia dell'Arte (della percezione). Non è più necessario avere esperienza del mondo, ma è sufficente possedere la fluidità del mercurio per percepire le verità nascoste, intuire le motivazioni che spingono gli uomini, i gruppi e le nazioni all'azione e immaginare i prevedibili sviluppi e le inevitabili conseguenze di quelle azioni.
L'alchimista diventa artista e trasmuta la percezione in arte della conoscenza da praticare con distacco, lo stesso distacco che caratterizza Caravaggio quando dipinge se stesso intento ad osservare la scena del martirio di Matteo.
E' questo lo stadio finale dell'Arte Nigrescente. L'artista evolve l'intelligenza di relazione (l'argento) in consapevolezza di relazione (l'oro) e osserva la realtà con lo sguardo del Se Testimone
LABORATORIO ALCHEMICO
Emblemi dell'Arte Alchemica rinascimentale
e dell'immaginario contemporaneo
ARTE NIGRESCENTE
