LABORATORIO ALCHEMICO Emblemi dell'Arte Alchemica rinascimentale e dell'immaginario contemporaneo ARTE NIGRESCENTE

INIZIAZIONI ALL'ARTE

1. Cancellazione del punto di vista personale

Caravaggio: "Davide e Golia" Caravaggio: "Davide e Golia"

Caravaggio dipinge per tre volte, in tempi diversi,  la vicenda biblica  in cui Davide sconfigge Golia. Prestando  il volto  e identificandosi con  gli aspetti negativi del gigante,  Caravaggio compie una triplice  operazione  di  "iniziazione simbolica", peculiare della fase dell'albedo della consapevolezza di relazione (Animus).

1. cancellazione del punto di vista personale  (il foro sulla propria fronte)

2. decapitazione dell' ipertrofico sviluppo della razionalizzazione finalizzata agli scopi (la testa di Golia)

3. obliterazione delle facoltà cognitive su cui si fonda ogni forma di arroganza e superbia intellettuale  (sulla lama delal spada sono incise le lettere   H (umilitas)- O(ccidit) - S(superbiam).

 

2. Morte dell'anima psichica

Caravaggio: "Morte della Vergine" Caravaggio: "Morte della Vergine"

Per gli alchmisti l'anima intellettiva sembra  "abitare " nell'emisfero destro,  luogo cerebrare il cui prendono forma le immagini necessarie all'anima per esprimere in simboli, metafore e allegorie  stadi sempre più evoluti di percezione/consapevolezza, coscienza/comprensione e  intuizione/conoscenza della realtà 

 

La "Morte della Vergine" dipinta da Caravaggio è significativa in tale senso perchè individua il cambiamento di status dell'individuo che evolve dalla dimensione psichica a quella spirituale. 

 

Per gli alchimisti arabi, l'anima psichica transita dal cuore fino al cervello destro, attraverso tre iniziazioni  (i tre Apostoli)  che assistono alla "morte"  della dimensione psichica. La Vergine muore e ascende al cielo, accolta dal Figlio (consapevolezza di relazione) e si dispone alla sua destra nelle vesti di coscienza critica.  

 

L'evento  ha un significato iniziatico. La decisione di riconoscere il primato della coscienza  critica che evolve dalla percezione sulle funzioni razionalizzatrici peculiari dell'ego (il Padre) ha l'effetto di  riporre la mente intuitiva (il Figlio)  al centro dell'elaborazione delle immagini e delle parole. L'artista conclude l'opera al Nero e iniza  il Secondo Atto dell'Opera; l'Opera al Rosso.

 

 

 

3. De-collazione della libido spirituale

Caravaggio: "Decollazione di Giovanni" Caravaggio: "Decollazione di Giovanni"

La vicenda di Giovanni Battista era considerata da Leonardo  il modello della Kenosis  teorizzata e praticata da San Paolo. La Kenosis  rappresenta la via iniziatica che conduce a un completo denudamento dell'ego, indispensabile per rivestiirsi degli abiti nel "uomo nuovo" che si riconosce in Cristo.

 

Giovanni, cugino di Gesù, è protagonista  dell'alchmia della percezione critica che lo conduce ad  allontanamensi dalla società (arte nigrescente).

 

Poi compie l'alchimia della percezione sensoriale  e si immerge nella meditazione (il ritiro nel deserto) e contemplazione delle immagini e delle voci (arte rubescente) peculiare del veggente.

 

Infine, sul fiume Giordano, riconosce in Gesù il figlio di Dio (Arte albescente), metafora dell'alchimia della percezione cognitiva in conoscenza dei simboli  in grado di annunciare la verità (il Verbo di Dio). 

 

L'espansione della percezione  conduce l'alchimista a sperimentare i poteri della chiaroveggenza che rappresentano tuttavia un ostacolo per la realizzazione dell'Opera.  Diventare un profeta non significa certo  aver superato le prove della trasformazione della libido in amore, coscienza e conoscenza dell'anima.

 

Giovanni rimane indifferente alla bellezza di Salomè, simbolo dell'arte che trasmette le frequenze dell'eros, e per questa sua evidente  presunzione"spirituale" di  voler mortificare sia il "corpo che l'anima", viene punito con la decollazione.

 

Caravaggio 'percorre simbolicamente' lo stesso  percorso artistico di Giovanni e riconoscendosi nell'ego spirituale del Battista, cioè nella presunzione di saper interpretare i simboli contenuti nelle sacre scritture, scrive il proprio nome con il sangue di Giovanni.

 

E' un gesto volutamente iniziatico, come a dire, tra le righe, al papa da cui attendeva  il perdono per l'omicidio commesso, di  aver compreso la lezione e di  essere tornato ad essere  come quando era bambino, privo di qualsiasi libido e arroganza.

 

Forse per questo scrive in modo  infantile il nome "michelg...." lasciandolo incompiuto,  profetizzando in questo gesto  l'inizio  di un consapevole "regressum ad uterum" della madre-anima.