LABORATORIO ALCHEMICO Emblemi dell'Arte Alchemica rinascimentale e dell'immaginario contemporaneo ARTE NIGRESCENTE

ATTO IV°: ROVESCIAMENTO DEI VALORI

Fissazione della percezione simbolica

Caravaggio: "Crocifissione di Pietro" Caravaggio: "Crocifissione di Pietro"

La razionalità, secondo Popper (1988), nella sua forma più sviluppata intellettualmente, è una disposizione ad esaminare le nostre idee in uno spirito critico, e a rivederle alla luce della discussione critica con gli altri. Bisogna discutere di ogni argomento rifuggendo dal dogmatismo. Essere razionali non significa diventare "razionalizzatori".

L'uso della ragione può attuarsi attraverso due vie: la via del razionale o la via del ragionevole. Pascal distingueva tra lo spirito della geometria e lo spirito della finezza: il primo è il ragionamento matematico, tecnico-scientifico-economico, quello che si costituisce nella sfera logico-matematica divenuto egemone nelll'Occidente a scapito del ragionevole, cioè del pro e del contro, del buon senso, della prudenza e della saggezza che è rintracciabile nella filosofia di Platone e Aristotele.

La via della finezza è la via intrapresa da Caravaggio al termine della nigredine, della triplice decapitazione del "pensiero politico". Il ragionevole, sintesi di tutte le riflessioni che conducono a determinare ciò che è buono, giusto e utile sia per l'individuo che per la collettivita, è una forma di ragionamento altrettanto coerente, capace, a volte, di meglio affrontare i problemi dell'epoca (Latouche, 2000).

Ma il "ragionevole" alla fine cos'è?.
La ragione alchemica è la capacità di conoscere in sintesi progressive (prive di pretese di veridicità assoluta) l'universale e l'astratto: l'esigenza di conoscere il 'perché' delle cose conduce ad argomentare deduttivamente e cioè a stabilire legami di conseguenza logica tra gli enunciati.

L'aspetto più producente di questa forma di ragione è che la ricerca del "perché" può rivolgersi non solo alle cose, ma anche all'immagine delle cose; può prendere in considerazione ciò che è puramente possibile, può sondare con la logica l'astratto e chiedersi perché.
Questo tipo di esperienza mentale di esercitazione e di simulazione di tutte le possibili soluzioni che un problema (o una immagine del problema) può avere, è la premessa dell'Immaginazione creativa peculiare degli artisti, 

"La scienza non può e non potrà mai fare a meno dell'immaginazione. Le scoperte e le invenzioni vengono dal subconscio, dai sogni, dall'emisfero destro perché l'intuizione è, nell'essenza, la percezione di una forma, di una improvvisa armonia, che riordina i pensieri e rivisita il mondo". (Celli, 1994).

 

Per tutto il periodo  dell'Opera al nero  l'alchimista oblitera le funzioni razionalizzatore dell'emisfero sinistro. L'effetto è straordinariamente creativo poichè espndendo le facoltà creative e cognittive peculiari dell'emisfero destro è possibile sperimentare un significativo rovesciamento di valori.  

 

Il fenomeno di  inversione delle priorità, sperimentato naturalmente da chi ha un infarto, un incidente, una grave malattia e "guarda in faccia " la realtà della morte, è  lo stadio finale dell' Opera la Nero.

 

Improvvisamente  le cose ritenute importanti nella vita e fondamentali per  conquistare  la felicità terrena, diventano prive di significato. La morte è negazione della vita del corpo ed è necessario riflettere  costantemente sulla sua presenza sottile, invisibile ma quanto mai utile a  determinare una precisa scala di  intenzioni sulla quale salire.

 

La tecnica più utilizzata dagli alchimisti è quella della meditazione simbolica.  E' lo stesso esercizio praticato da Caravaggio quando dispone i personaggi intorno al luogo della crocifissione di Pietro.

 

San Pietro viene crocifisso a testa in giù. Non è forse la metafora di un effettivo rovesciamento dei dogmi  storicamente accettati come induscutibili? 

Caravaggio dispone al solito tre uomini privi di volto intenti ad eseguire la delicata operazione di capovolgimento dell'opinione corrente.

Al termine dell'Opera al nero "la crocifissione di Cristo" non  può più essere interpretato come un sacrifico. Cristo è l'alchimista che compie il passaggio definitivo e crocifigge la libido materiale (Gesù), sociale (Nazareno) e  spirituale/intellettuale (il Re dei Giudei) sulla croce del denaro e del potere. 

 

Il volto di Pietro dipinto da Caravaggio lascia intendere un profondo desiderio di mettere fine alla menzogna cattolica. 

Il mondo della dualità è il mondo del conflitto generato dalla lotta

tra forti e deboli, furbi e ingenui, sfruttati e sfruttatori... Cristo è l'alchimista che esce da questo mondo, definitivamente, attraverso un processo di comprensione creativa dei sentimenti corporei.

 

Giallo (intelligenza), rosso (creatività) e verde (coscienza) indicano i tre stadi dell' opera di comprensione simbolica delle verità spirituali, l'unica in grado di rovesciare il paradigma irrazionale su cui si fonda da XVII Secoli la religione cattolica: Il sacrificio dell'anima che alimenta, sostiene e legittina la libido universale.

Caravaggio: "Amor vincitore" Caravaggio: "Amor vincitore"