LABORATORIO ALCHEMICO Emblemi dell'Arte Alchemica rinascimentale e dell'immaginario contemporaneo ARTE NIGRESCENTE

Atto III°: DEPOSIZIONE DI OGNI VELLEITA'

Riduzione della percezione intuitiva

Caravaggio:"Deposizione" Caravaggio:"Deposizione"

Tra il livello esistenziale e la Mente, sperimentata dagli individui creativi che evolvono in un minimo di consapevolezza psicologica delle motivazioni subconscie che spingono a scelte e decisioni apparentemente irrazionali (karmiche), troviamo la parte più misteriosa, inesplorata, incompresa, temuta e sconcertante della psiche. 

 

Nel corso dello sviluppo psicologico la progressiva integrazione e assimilazione della figura animica, per cui l'uomo assimila la consapevolezza psichica (la donna con le braccia alzate), emotiva (Maddalena piangente)  e cognitiva (la Vergine Maria) di matrice  femminile (Anima), e la donna la consapevolezza critica, razionale e cognitiva maschile (Animus), avviene una significativa fusione cerebrale tra le funzioni dei due emisferi che ha l'effetto di espandere il campo della percezione (Nicodemo e Giovanni sono agli estremi di una linea orizzontale definita dal corpo di Cristo).

 

L'allargamento del campo della percezione nello spettro delle "bande transpersonali"  facilita la penetrazione nella dimensione dell'Ombra (subconscio, inconscio e iperconscio) in cui è possibile  scoprire, riconoscere e interpretare la "luce percepita" dai sensi corporei sulla base di una effettiva conoscenza della natura umana e in particolare della dimensione biologica della libido.

 

E' in questa terza fase dell'Opera al nero, descritta da Dante nel "mezzo del cammin di nostra vita" (39 anni) , che si inizia a percepire di essere l'anima vivente (jiva) che dimora all'interno del corpo, sperimentato dallo yogi come entità a se stante, perfettamente integrato nella natura e in armonia con i cicli naturali, le leggi universali e il movimento degli astri.  

 

Caravaggio: "San Francesco senza stimmate" Caravaggio: "San Francesco senza stimmate"

I mistici come San Giovanni della Croce hanno descritto l'esplorazione dello spettro di frequenze che si trovano all'estremo della Banda come una discesa dell'anima nella dimensione del subconscio, fino a giungere nella "notte oscura dell'anima". San Francesco sperimenta il fenomeno delle stigmate che appartengono alla dimensione inconscia della religione cristiana, mentre Dante compie un vero e proprio viaggio nell'universo simbolico medioevale e si collega, come un medium, con esperienze spirituali di matrice orientale (il catarismo).

 

A differenza dei mistici che trasferiscono l'identità fuori dal corpo, in quella zona di soglia che si trova appena fuori dal corpo fisico (l'aureola dei santi), gli artisti hanno la capacità di far emergere le figure dall'inconscio immergendosi completamente nell'azione del corpo istintuale, creativo e cognitivo (il Se principiale), perfettamente in grado di  assimilare dall'etere (la luce) le immagini degli archetipi contenuti nella Mente universale (l'Akasha)

 

Non è raro incontrare in certe opere dell'immaginario alchemico visioni di Dee e Bodhisattva, di angeli e di demoni, o personificazioni simboliche del guardiano della soglia.  Le divinità cristiane e orientali spesso si alternano e testimoniano il passaggio graduale verso strati più profondi dell'inconscio.  

 

Attraverso la pratica artistica l'uomo assimila le componenti femminili  dell'Anima e cioè diventa consapevole dei contenuti emotivi irrisolti determinati da conflitti emozionali, al punto che compaiono, filtrati dai sogni, figure archetipiche che svolgono il loro ruolo ambiguo nella dimensione del mito, della religione e della cultura di riferimento.

 

In modo inverso la donna evolve in "consapevolezza di relazione" integrando gli aspetti maschili dell'intelligenza  in grado di  far emergere gli archetipi che testimoniano il carattere duplice  trasferito dall'inconscio collettivo nell'Animus femminile. 

 

In questo caso la dualità della percezione si manifesta sia nel carattere di attrazione che di repulsione, per cui le immagini comunicano concetti ambigui di eroe-rinnegato, saggio-mago nero, madre -strega, e molti altri dualismi che descrivono gli aspetti irrisolti del potere femminino comunemente inteso, come quelli della prostituta e della bambina, dell'innocenza perduta e dell'eros sessuale utilizzato come strumento di soggezione e di potere occulto da esercitare sull'Anima maschile, individuale e collettiva.

 

L'uomo comune sembra immune da queste situazioni psichiche definite  borderline dagli psichiatri. Tuttavia, specie se alimentati da condizioni di profonda frustrazione creativa, dietro la sfera inconscia contenuta nelle figure dell'Anima e dell'Animus giacciono gli strati più profondi della mente, ulteriori espansioni di quel misterioso territorio psichico che si spinge, non sappiamo quanto, nelle profondità primordiali dell'ignoto, da cui emanano quei presagi, presentimenti e fenomeni di anticipazione dei tempi che in particolari condizioni possono provocare panico, terrore o una strana esaltazione, anche in coloro che si credono ormai al sicuro, dietro il baluardo di una atteggiamento razionale e scientifico, da timori ed emozioni superstiziosi (vedi in questo senso l'alchimia di Animus e Anima descritta dal  film "Holy Smoke" di Jane Campion) 

 

La mente creativa ha il pregio di realizzare, senza danni cerebrali e sociali, una incessante e proficua alchimia tra l'intelligenza femminile che si manifesta esprimendo i talenti del corpo (percezione sensoriale, intuitiva e simbolica) e l'intelligenza maschile (percezione critica, razionale e cognitiva) che si estrinseca nelle procedure che sono indispensabili per soggiogare l'immaginazione creativa all'estetica tecnica, formale e morale del proprio tempo  

 

Attraverso tre gradi di intensità del "fuoco alchemico" (il furor creativo di Michelangelo) il Mercurio degli artisti/filosofi diventa privo di connotazioni sessuali (l'androgino) e inizia ad trasmutare  nella  "rossa" compattezza di un "rubino" (consapevolezza creativa),  nella fluida ed esaltante composizione chimica/elettrica dell'Elixir (comprensione creativa), fino a diventa il "mercurio di mercurio", il vapore dell'adrenalina chiamato "Azoth" dagli alchimisti, simbolo della realizzazione di una "perfetta conoscenza" creativa degli archetipi che si affacciano alla mente nelle forme sfuggevoli e spesso enigmatiche di immagini astratte, impressioni, sentimenti, emozioni e sensazioni simboliche.

 

Tutta l'arte moderna (1666 - 1999) è percorsa da questo essenziale processo di distillazione, coagulazione e fissazione del mercurio nelle meningi, e la sua proiezione al di fuori del corpo, nello spazio in cui  "immaginazione e ispirazione"  vengono proiettati verso  un cielo "denso di nubi", plumbeo come lo sono gli inutili sistemi di razionalizzazione della psiche e della creatività umana.