LABORATORIO ALCHEMICO Emblemi dell'Arte Alchemica rinascimentale e dell'immaginario contemporaneo ARTE NIGRESCENTE

ATTO II°: DECAPITAZIONE DELL'EGOICITA'

Lavaggio della percezione sensoriale

Caravaggio: "Davide e Golia" Caravaggio: "Davide e Golia"

L' Opera al Nero individua le fasi della vita in cui l'individuo sperimenta direttamente (azione) o indirettamente (percezione) il rapporto conflittuale, e per sua natura critico, con la "materia psichica".

Nel primo atto dell'Opera, la Nigredo, il conflitto psichico divampa per le differenze culturali, ideologiche, politiche e materiali che caratterizzano i diversi approcci alla realtà sociale. 

 

La mentalità, il sistema delle abitudini, l'educazione morale, religiosa e le esperienze personali rappresentano il retaggio psicologico che condiziona pesantemenente  i rapporti con gli altri, la coscienza civile e dettano le regole personali della convivenza.

 

L'uomo contemporaneo che permane in questa dimensione è fondamentalmente psichico e sperimenta nella conflittualità latente in ogni tipo di rapporto la dualità che scaturisce da ogni forma di contrapposizione, per cui ciò che è "mio" e mi appartiene, si contrappone con il "tuo", stabilendo una frattura profonda e una separazione inconciliabile.  Il conflitto psichico, spesso percepito come frustrazione, delusione o rabbia repressa, determina spesso uno squilibrio interiore che si traduce in disagio, malessere, depressione e malattia.

 

Il secondo Atto dell'Opera al Nero, chiamata Rubedo, individua nel risveglio dell'energia creativa  il principio di ogni cura, la Medicina dell'anima in grado di conciliare gli opposti e di guarire dallo stato di inerzia mentale.      

 

Per la Scienza alchemica  l'energia creativa non scaturisce dal nulla, ma è il prodotto della  "combustione" dell'energia sessuale e la sua successiva trasformazioneall'interno del corpo fisico, immaginato come una fornace (l'athanor) in cui  divampano  i fuochi dell'amore di coppia,  della passione artistica e dell'amore per l'arte, la cultura e la conoscenza spirituale.

 

Percorrendo la rubedo, il sentiero di autoconoscenza delle potenzialità corporee, Davide,  il fanciullo ermafrodita,  può affinare l'arte della  percezione intuitiva  (la fionda) che emerge dal collegamento del sistema visivo con i due emisferi cerebrali.  

 

La vicenda biblica dipinta per tre volte da Caravaggio  descrive la  possibilità per ogni individuo di "soffocare, decapitare e ostentare" la cancellazione del punto di vista personale (Golia), considerato dagli alchimisti il "nodo" più arduo da sciogliere.

 

Rinunciare ad esercitare il punto di vista soggettivo è un atto iniziatico.

La rubedo dell'Arte Alchemica si configura come "proliferazione senza limiti" dei molteplici punti di vista, poichè le verità possono essere molteplici, mentre la Realtà è Unica e Assoluta.

  

L'Athanor L'Athanor

La cultura occidentale post rinascimentale ha trascurato di approfondire le tematiche sull'energia sessuale, mentre solo nel XX secolo la psicoanalisi di Freud, la filosofia viennese e l'arte di Klimt hanno affrontato i temi della trasformazione delle pulsioni istintive esplorando le potenzialità dell'energia sessuale di generare, alimentare e sviluppare l'istinto di riflessione.

 

"L'istinto di riflessione è ciò che costituisce l'essenza e la ricchezza della psiche umana...Attraverso l'impulso di riflessione il processo di stimolazione viene trasformato più o meno completamente in contenuti psichici, cioè diventa una esperienza vissuta: un processo naturale trasformato in contenuto di coscienza. La riflessione è l'istinto civilizzatore per eccellenza e la sua forza si palesa nell'autoaffermazione della civiltà di fronte alla nuda natura..."  (C.G.Jung, la dinamica dell'inconscio, 1937)

 

Per risvegliare l'individuo dal suo stato naturale di barbarie, costituito dall'istinto di soddisfare le passioni anche a scapito della vita, delle risorse e  dei diritti altrui (libido), si sono formate nel corso della civilizzazione delle regole epigenetiche che hanno determinato la nascita di una "seconda natura", alla quale abbiamo dato il nome di "cultura".

 

La dimensione culturale dell'esperienza ha inizio con l'educazione a contenere gli istinti, prosegue attraverso l'istruzione morale a controllare le pulsioni e si conclude quando l'individuo impara a veicolare la libido di possesso, di soddisfazione sessuale, di sicurezza materiale e di successo personale sul piano del comportamento civile fondato sul rispetto delle leggi  e della "libido altrui". E' in questo momento che l'individuo sviluppa  "coscienza di sè" in  rapporto al mondo in cui vive e una prima significativa "intelligenza di relazione", rappresentato dall'immagine di Mercurio che  fuoriesce dalla fornace alchemica.

 

In questa prima fase di inibizione naturale dell'energia sessuale, indotta dalle regole epigenetiche (dogmi, tabù e rituali religiosi) inscritte nel dna durante alcuni millenni di influsso della cultura sui comportamenti umani, accade un fenomeno di "polarizzazione" dell'energia sessuale spesso sottovalutato dalla psicologia contemporanea, ma che rappresenta invece il fondamento della Rubedo, non dissimile negli esiti al "processo di individuazione" studiato e applicato da Jung ai suoi pazienti.  

 

Inibire l'energia sessuale da cui evolve l'intelligenza  di relazione non significa diventare liberi dalle passioni coercitive suscitate, in una fase più matura, dalla libido  di affermarsi  nel mondo. Infatti  anche quando l'individuo si dimostra civile, osservante delle leggi morali, religiose e civili e perfettamente in grado di allineare i propri fini egoistici con quelli della collettività, permane nella sua "psiche"  la "macchia" della "libìdo", condiderata dagli alchimisti  il "peccato originale" che nessuna civiltà è stata capace di eliminare dalla matrice biologica dell'essere.

 

Dante, all'inizio della Divina Commedia, ci racconta di incontrare nella "selva oscura", metafora del proecefalo in cui sono sedimentate le risposte automatiche primitive agli stimoli indotti dall'energia sessuale, le tre belve che rappresentano simbolicamente i tre stadi della libido finalizzata a perseguire gli scopi (mentali) dell'ego: la libido appetitiva (la lupa), la libido appagativa (la  lonza) e la libido affermativa (il leone). 

 

L'istinto di riflessione di per se stesso è insufficiente a modellare una forma di autocoscienza che si estrinsechi libera dalla volontà di esistere, di affermarsi, di esprimersi e di dominare l'ambiente a scapito della vita e degli interessi altrui. 

 

Per quanto l'occidentale sia educato, istruito, civilizzato, autocosciente e capace di intelligenza di relazione (il mercurio degli alchimisti) che gli permette di comprendere la differenza tra il bene e il male, tra appetito e desiderio, tra bisogno di ricchezza e rispetto delle regole, in pratica, nelle situazioni contingenti in cui denaro, potere e sesso sono in gioco in quanto feticci dell'ego, la sua coscienza rimane condizionata dalla "libido di affermarsi" e dalla "libido di apparire".

 

Conversione di Saulo Conversione di Saulo

Nel corso dei tempi sono state utilizzate varie tecniche per accelerare il processo di civilizzazione (la cultura, la seconda natura) e di individuazione (la coscienza, la terza natura). 

Molte di queste appartengono alla dimensione tribale in cui l'individuo doveva rinunciare all'ego individuale per favore il benessere del gruppo superando le iniziazioni alla "matrice sessuale" della libido.

 

Alcune di esse sono state abbandonate, altre ancora permangono nella società in cui è avvenuto un processo di divinizzazione dell'istinto sessuale (la Dea Kali), o di trasfigurazione religiosa della pulsione psichica creativa in senso mistico (la Vergine Maria) e di sublimazione dell'energia sessuale in fervore e devozione del cuore (bakti yoga, sufismo e ordini monastici) 

 

La dimensione religiosa dell'esperienza di trasformazione della coscienza individuale, modellata dalla pulsione creativa, nella coscienza transpersonale del Cristo interprete del sacrificio della libido sulla croce, ha codificato, dal Medioevo in poi, tecniche di contenimento, inibizione e sublimazione dell'energia sessuale che avevano il preciso scopo di risvegliare l'istinto di riflessione dallo stato di inerzia.

 

Nel secolo scorso Jung ha dimostrato che è veramente possibile accelerare l'evoluzione delle pulsioni istintive e favorire lo sviluppo culturale e spirituale dell'individuo. La conoscenza dei processi di sviluppo della coscienza, quasi sempre inibiti dall'energia sessuale bloccata in ambiti istintivi e biologici, ha permesso alla cultura occidentale di recuperare, tramite i suoi studi, i modelli di sviluppo e trasformazione dell'istinto sessuale (il bue) e della pulsione psichica (l'agnello)  sperimentati, studiati e poi rappresentati in simboli dagli alchimisti rinascimentali.

 

 

       

Giuditta e Oloferne Giuditta e Oloferne

L'Alchimia, liberata da Jung dalle accuse di operare con le forze "demoniache", si configura nella Rubedo come tecnica di trasformazione dell'energia sessuale in stati di coscienza caratterizzati dall'amore per il corpo, la mente e lo spirito della donna, considerata la "soror mystica", artefice dell'autentica trasformazione della libido sessuale in emozione, sentimento cognitivo, coscienza sensoriale, creatività corporea,  immaginazione creativa  e consapevolezza in azione.

 

La Magia sessuale femminile ha il potere di accendere il  "fuoco segreto" nel centro del cuore, considerato dagli alchimisti il punto nevralgico dell'operazione di trasformazione  della passione amorosa in  passione creativa, artistica e filosofica. 

 

In teoria la rubedo dovrebbe rappresentare una fase  in cui  l'anima della donna dovrebbe  modificare in modo significativo la logica operativa e la prassi razionalizzatrice maschile  finalizzata a soddisfare non solo i bisogni sessuali e materiali, ma anche le ambizioni sociali e professionali.  

 

In pratica la magia descritta ad esempio nella favola della "Bella e la Bestia"  avviene solo in parte, poichè anche la donna, non meno del partner maschile, agisce ed "opera" con l'energia sessuale per perseguire gli scopi prefissati dalla libido affermativa.  

 

Quando la pulsione creativa "entra" nel cuore non esiste una sostanziale differenza tra i due sessi, poichè fomenta la gelosia, l'invidia e i sentimenti di vendetta, nonchè quelli dell'esaltazione,  della follia psichica irrazionale e delle pulsioni di morte e autodistruzione.   

 

Accade quindi che la trasformazione della libido affermativa in coscienza di relazione sia più in evento subito che cercato.  Emblematica è la vicenda di Giuditta raccontata dagli artisti del Rinascimento che intuirono nella storia biblica  i segni dell'iniziazione ai segreti della Magia sessuale.

 

Oloferne minaccia il popole ebreo e assedia la città con il proposito di conquistarla e distruggerla. Giuditta, spinta dalla "coscienza dell'anima" (amore per i figli, la famiglia e per esteso il gruppo sociale, a pace e  la libertà). entra nella tenda di Oloferne, lo seduce sessualmente e infine, il mattino dopo, gli taglia la testa. 

 

Il senso simbolico della trama ha affascinato prima Botticelli e poi a molti altri artisti del Cinquecento, ma è Caravaggio che rende esplicito il messaggio alchemico dipingendo il sangue che zampilla dalla testa appena mozzata, metafora non tanto della libido sessuale che mira a possedere il corpo della donna, ma di quella libido  che vuole imporsi nel mondo con la forza, la violenza e, in tempi recenti, con l'ausilio delle leggi e la speculazione razionale delle risorse umane e collettive.