ATTO I°: DESTRUTTURAZIONE DELL'EGO
Purificazione della percezione psichica
Dal Trattato Spherae del 1450 circa: "Zeus"
L' Opera al Nero si compone di quattro parti. Non tutti riescono durante la vita a percorrere l'intero arco dell'opera, ma tutti , indistintamente dal grado di cultura e posizione sociale, devono, prima o poi, affrontare la Nigredo, considerata la prima fase di "de- costruzione" dell'ego sociale che dobbiamo formare per sopravvivere nel mondo materiale.
Per gli alchimisti la formazione dell'io è una cosa diversa dalla realizzazione sociale, professionale e intellettuale in cui ci identifichiamo nel "Regime di Saturno". (fig.1). Diventare un ingegnere o un professore e identificarci in quello che diventiamo è una cosa diversa da diventare "noi stessi", la nostra essenza spirituale che si conquista nel "Regime di Giove" , descritto stupendamente nelle vicende della mitologia greca. (fig.2).
Se "Saturno" individua un processo di razionalizzazione delle risorse fisiche, psicologiche e mentali, finalizzate a realizzare uno scopo ben preciso, motivato dalle ambizioni e da un incremento esponenziale delle facoltà razionali, "il governo di Giove" descrive invece un percorso che costringe l'io alchemico a prendere atto dell'esistenza delle sensazioni e delle potenzialità corporee che si manifestano attraverso specifici talenti creativi, abiltà mentali e qualità intuitive.
Tuttavia manifestare i propri talenti non equivale ancora riuscire a intraprendere la Nigredo, poichè l'ego sociale tende ad appropriarsi di qualsiasi risorsa creativa pur di soddisfare i bisogni di status e identità, e incrementare denaro e prestigio, conoscenza e potere personale.
Nella mitologia greca la formazione dell' io alchemico è descritto dalle vicende di Perseo, chiamato ad affrontare la prima prova di distacco dai valori sociali e culturali e dal sistema delle abitudini e dei simboli che regolano lo scambio tra gli uomini.
Caravaggio: "Medusa"
Perseo deve mozzare la testa di Medusa (fig.3) e liberarsi dalla paura di non riuscire più a soddisfare i bisogni primari, o di essere escluso dal mondo sociale. La paura di perdere l'io sociale, inteso come immagine, status e identità pubblica, rappresenta l'ostacolo più difficile da superare, poichè l'ambizione sostenuta dalla pulsione creativa finalizzata agli scopi (Medusa) "pietrifica" l'individuo che difende a tutti i costi il proprio status quo, economico, professionale e materiale.
Zeus, tramite Minerva, impone a Perseo di ritornare ad essere se stesso, e ciè a perseguire le finalità dell'anima che hanno origine nella matrice biologica femminile, nei processi di trasformazione dell'energia sessuale in amore, creatività e coscienza del proprio valore (il fuoco alchemico)
L'evoluzione dell' Io alchemico procede in tre tappe: formazione, trasformazione e dissoluzione nel Sè. Nel primo stadio di formazione (dai 12 ai 21 anni) l'io soggettivo è completamente asservito ai desideri autoerotici.
Nel secondo stadio (21- 30) l'Io diventa il centro della coscienza e le pulsioni istintive si modificano nel rapporto con la coscienza egoica e l'insorgere delle pulsioni creative che, entrando in conflitto con le pulsioni altrui, definiscono un primo sviluppo dell'intelligenza di relazione (Mercurio/Perseo), protagonista assoluto della Nigredo.
Il primo mercurio è il liquido che trasmette le informazioni sensoriali nel cervelletto, purificandolo gradualmente dall'Ombra, ovvero dalle "reazioni e relazioni" subconscie che fanno parte del patrimonio genetico - culturale (epiginetico, come la mentalità, il sistema di credenze, ec) codificato nel genoma..
Attraverso la modificazione del metabolismo degli ormoni (istinti) e della bile (pulsioni) nel sangue, il bit di informazione neuropsicologica (mercurio inteso come intelligenza di relazione) inizia ad evolvere nel "flegma" (attenzione mentale) e infine nel liquido cerebrospinale (senso di sè) da cui può avere origine l'Arte Alchemica.
Ogni individuo sperimenta, più o meno consapevolmente, il primo Atto dell'Opus Magnum. Tutti gli esseri umani possiedono in eguale misura lo Zolfo (istinto creativo), il Mercurio (istinto di riflessione) e il Sale (istinto di elaborazione e conservazione delle esperienze, memoria di lavoro e coscienza dell'io), ma non è possibile per tutti sviluppare l'istinto di riflessione ed evolvere il mercurio all'interno del liquido cerebrospinale in grado di stimolare le meningi, ovvero la concentrazione, il pensiero e la risoluzione dei problemi.
Spesso sono più le difficoltà contingenti e la necessità di risolvere situazioni difficili, che non l'educazione e l'istruzione, a stimolare il "mercurio interiore". Gli individui in cui l'istinto di riflessione è debole si accontentano spesso di vivere nelle limitazioni imposte dallo stadio autoerotico di sviluppo.
Per loro quel che conta è la soddisfazione corporea e materiale, e se questa manca essi spendono la loro energia a lamentarsi della cattiva sorte e a cercare una soddisfazione perversa nell'autommiserazione. Per questi individui il principio del piacere-dispiacere è il criterio per valutare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, il bene e il male; e in base ad esso regolano la loro esistenza.
Caravaggio: " Il morso del ramarro"
Il sociologo E. Morin è stato tra i primi ad avvertire la necessità di formare negli individui un "testa ben fatta", metafora di un modello pedagogico che insegna una forma di sviluppo dell'energia mentale mediata dai romanzi, dalle storie del cinema e della mitologia, dalla lettura dei giornali e l'osservazione critica della realtà. Occorre aprire gli occhi ed espandere la percezione di ciò che ci rende veramente felici, indipendentemente dalle pressioni esercitate dirattamente dalla famiglia e dalla società, e indirettamente dai modelli "vincenti" trasmessi dai media e dalla proiezione sapiente di immagini.
"E’ necessaria una metamorfosi planetaria. Abbiamo creduto che lo sviluppo tecnologico ed economico fossero illimitati, che essi sarebbero stati il traino della
democrazia e del benessere: Ma oggi bisogna sostituire l’egemonia della quantità con quella della qualità, e mettere al centro beni immateriali quali, ad esempio, la felicità e l’amore”.
“Per liberarci dalle intossicazioni consumistiche non basta una politica ecologica, è necessaria anche una ecologia delle relazioni, un ecologia della natura umana. L’amore, la felicità, la
sofferenza, tutto quello che è importante nelle nostre vite e che sembra extra-sociale, strettamente personale, non entra a far parte del PIL di un paese. Ma quando la politica, le scelte che
vengono fatte, prenderanno in considerazione l’immenso bisogno d’amore degli uomini?”
“Noi siamo esseri iper-mammiferi, l’amore per noi rappresenta la possibilità di rinascere, di ricominciare, per noi è importante l’estasi dell’incontro amoroso per rigenerarci. Questo ha valore
anche a livello collettivo, come le esperienze degli anni 60 e 70 avevano iniziato ad insegnarci. Momenti di estasi della storia, e noi c’eravamo.. L’imprevisto ci sorprende sempre, non
dimentichiamo che è l’imprevisto a muovere il mondo.”
“Ci intossicano le idee semplificatrici, il letteralismo, l’ovvio, il superficiale, quei pensieri chiari e distinti che rifuggono l’oscurità, l’incertezza, la complessità, che vogliono essere a
tutti i costi positivi. Quei pensieri che credono di possedere il mondo ma invece sono posseduti dal fantasma folle della lucidità e del raziocinio.”
“E’ nel dialogo tra ordine e disordine che sta l’anima del mondo. Nella nostra specie particolarmente iper-psichica, iper-emotiva, il dialogo tra la misura e l’eccesso, tra la parte sapiens e
quella demens è indissolubilmente legato. A volte è necessario avere orrore del sano, un pensiero ecologico deve avere coscienza dell’orrore dell’ordine mondiale (globalizzazione), perché il
migliore dei mondi possibili è anche il peggiore.”
Il fine ultimo della Nigredo è di riuscire ad esprimere un pensiero ecologico, purificato dagli schemi stereotipati modellati dalla cultura egemone e libero di confrontarsi con quel sapere idiota che privilegia la forma ai contenuti di coscienza, i documenti esibiti (certificati, lauree, diploni, attestati) sulla sostanza dell'essere, incapace ancora oggi di distinguere il valore di un uomo, di un personaggio pubblico, di un politico o di un artista all'interno di quell'orribile teatrino di marionette messo in scena dalla cultura commerciale, dai media asserviti al potere e dal gossip di massa alimentato dai giornali e dalla televisione.
Forse abbiamo bisogno di ricevere tutti il "morso del ramarro", metafora eloquente del risveglio da uno stato di passività, inerzia e indolenza che offuscano, come un'ombra, le potenzialità creative dell'essere. La Nigredo alchemica è una scossa che ci libera dalle illusioni, prima fra tutte quella di pensare di realizzare la felicità con gli attributi mentali peculiari dell'ego, quali l'egoismo, la soppraffazione mentale, la manipolazione dei significati e la falsificazione delle evidenze.
Caravaggio: "Fanciullo con canestra", emblema dell'identità ermafrodita
La Nigredo compiuta dall'individuo che permane nelle qualità creative e immaginative dell'emisfero destro e rinuncia a mettere in atto processi di razionalizzazione delle risorse materiali, psichiche e mentali, predispone il "corpo" (il Se fisico) a un processo di "dissipazione" dell'energia sessuale e alla sua inevitabile trasformazione in energia creativa.
La molla del cambiamento ha origine dalla depressione (umor nero), dalla malinconia (facies nigra) , dalla tristezza (penitenza) e dalla mestizia (orror vacui) originata dalla consapevolezza di vivere (stato d'animo) relazioni ed eventi caratterizzati dalla follia psichica, dalla compulsività istintiva e dalla volonta di affermarsi (libido) ed emergere e apparire a tutti i costi, anche a danno del prossimo, della collettività, sfruttando le risorse altrui e quelle naturali senza alcuno scrupolo morale o di coscienza etica
Il primo atto dell'Opera al Nero è chiamata "nigredo" quando l'individuo sperimenta su di sè gli effetti di purificazione dell'Ombra provocata dall'insorgere della pulsione psichica creativa nel cervelletto e il conseguente incremento della capacità di riflettere e di contenere la tentazione di proiettare l'Ombra sugli altri; mentre è chiamata "arte nigrescente" nel momento in cui l' individuo osserva con distacco la follia, l'egoismo, la furberia e la cattiva coscienza che "offende" la sensibilità dell'ermafrodito, emblema di uno stato di consapevolezza di relazione (anuimus mercurius) che trascende l'io particolare perchè evolve dalle sensazioni, dalle emozioni e dai sentimenti dell'anima (il cesto di frutta)
Mercurio/Venere
A questo punto l'Alchimia dell'energia sessuale (Marte/Venere) e Alchimia della percezione (Venere/mercurio) hanno il potere di congiungersi nell'identità dell'ermafrodito per realizzare una stupefacente fase di introversione creativa in grado di trasformare la coscienza individuale (la pietra grezza) nella coscienza creativa (la pietra dei filosofi) e infine nella coscienza traspersonale (il Lapis/Cristo) in cui divampano i poteri della mente.
L'alchimista della Nigredo illumina un processo di trasmutazione rapidissima del mercurio determinata dall'intreccio di esperienza diretta, personale e non mediata con la successiva opera di riflessione creativa dei contenuti subconsci, inconsci e iperconsci suscitati da tale esperienza.
Caravaggio: "Bacco"
Caravaggio è stato un modello insuperabile della nigredo compiuta dall'anima nel processo di esplorazione diretta dell'istinto, della pulsione e della libido creativa (lo Zolfo) con le facoltà della percezione sensoriale (venere/marte), intuitiva (venere urania) e spirituale (venere/plutone).
La sua capacità di di tradurre le sensazioni in immagini, le emozioni in metafore e i sentimenti corporei in allegorie (Venere/Mercurio) descrive compiutamente la trasformazione artistica dell'istinto di riflessione (Mercurio) in consapevolezza critica, razionale e cognitiva della realtà, i tre tipi di "sale" che vengono decantati come il vino all'interno del calice di Bacco.
La morte delle illusioni è generata dalla decisione di lasciar andare in putrefazione i sentimenti egocentrici (la frutta bacata) e dallaavolontà dell'anima di sciogliere il nodo dei sensi (il nastro nero), simbolo dell'attaccamento dell'anima psichica ai piaceri edonistici.
LABORATORIO ALCHEMICO
Emblemi dell'Arte Alchemica rinascimentale
e dell'immaginario contemporaneo
ARTE NIGRESCENTE

