ARTE NIGRESCENTE CONTEMPORANEA
PURIFICAZIONE DELLA PERCEZIONE CRITICA
La matrice biologica della pulsione creativa
Alessandro Bulgarini
Per gli alchimisti medioevali l'energia psichica creativa che si manifesta biologicamente nel corpo delle donne era considerata opera del diavolo. L'energia sessuale femminile è sempre orientata dall'istinto di riproduzione e conservazione della specie a mobilitare le risorse psichiche, a differenza del codice istintuale maschile specializzato ad attivare l'energia fisica - muscolare per perseguire i compiti della sopravvivenza e della difesa della specie.
L'energia creativa femminile, spinta dalle pulsioni psichiche primarie (paura, necessità, desiderio di protezione, ecc) a cercare nell'ambiente le condizioni ottimale che favoriscono lo sviluppo delle potenzialità individuali e collettive, sia a livello biologico che materiale, rappresenta per gli alchimisti la "fonte" da cui scaturisce l'acqua che ha il potere di risvegliare le potenzialità fisiche (acqua vitae), creative (acetum fortis) e cognitive (lac Virginis) che sono latenti nella struttura genetica di ogni individuo.
La vicenda mitologica di Ercole descrive i tre atti di elaborazione dell'energia creativa adattata, conformata e plasmata dal cervello alle strutture cinetiche e cinestetiche del corpo, affinchè attraverso il dominio creativo della forza (Ercole spalanca le fauci del leone), delle paure connesse alal percezione (Ercole uccide gli uccelli sul lago stinfalo) e delle pulsioni primitive (Ercole cattura Cerbero, il cane a tre teste custode degli inferi), possa emergere la dimensione semi-divina dell'essere umano.
Già appena nato il semidio (la creatività corporea) afferra con le mani e uccide i due serpenti, metafora della pulsione sessuale maschile e femminile che obbedisce ciecamente alle finalità biologiche della specie. Per trascendere la materialità e la banalità di vivere una esistenza mediocre, l'essere umano ha necessità di di diventare un individuo creativo.
Ercole indica un sentiero, una tecnologia di trasformazione artistica dell'energia creativa che può avvenire unicamente attraverso la manifestazione dei talenti corporei, delle abilità mentali e delle qualità spirituali e intellettive che, applicate quotidianamente, hanno l'effetto di sciogliere i blocchi, le paure, le inibizioni che generano, a livello subconscio, i mostri della psiche.
Le dodici prove rappresentano gli ostacoli creati dall'educazione, dalla morale, dalla cultura e dal karma di gruppo (religione, sistemi di credenze, tabù) al libero flusso dell'energia creativa nel cervelletto (istinti), nel mesencefalo (pulsioni) e nei due emisferi cerebrali (libido).
Nessuno può dirsi libero dalle costrizioni fino a chè l'energia psichica creativa femminile rompe gli argini e penetra nel cervelletto purificando l'individuo dai desideri sessuali insoddisfatti, dalle pulsioni emotive inibite, dalla paura di comunicare rabbia, rancore, collera.
E' questo fenomeno di rottura degli schemi, delle abitudini consolidate, del modo tradizionale di affrontare i problemi e di ricercare delle risposte alle domande esistenziali, che segna l'inizio dell'Arte Nigrescente.
A partire da questo atto di ribellione interiore. spesso determinato da un evento luttuoso, da un incidente fisico, da una crisi matrimoniale o da un innato senso di affrontare sentieri più irti e difficili, ha origine un processo di elaborazione preordinata e iperconscia degli archetipi che possono condurre a situazioni al limite del parossismo psichico borderline (Van Gogh) , oppure alla liberazione dai vincoli culturali e ideologici preformati dalla società (Gauguin).
Se invece si permette all'energia psichica creativa (chiamata dagli alchimistio la "Nostra Eva") di "disobbedire" alle regole formali stabilite da Dio (principi, regole, leggi e dogmi di natura morale), e si affrontano gli archetipi in senso artistico, diventa più facile diventare individui creativi, liberi da ogni tentazione libidinosa, senza recare danno al prossimo e alla società.
La Genesi (l'arte nigrescente) immaginata dagli artisti rinascimentali prevede una radicale sublimazione estetica della pulsione creativa nel cervelletto (il laboratorio chimico) in sei atti: distillazione, separazione, digestione, purificazione, coagulazione e fissazione.
Eva morde la mela della conoscenza della possibile trasformazione dell'energia creativa femminile in consapevolezza di sè (Anima) e consapevolezza di relazione (Animus). Allo stesso modo l'artista si congiunge con la propria anima creativa, viena cacciato dal paradiso, simbolo di conformismo culturale e morale, ed entra nel mondo reale, nella realtà psichica dominata dalle pulsioni irrazionali (il diavolo), e dalla libido sociale, materiale e intellettuale (satana).
RUBEDO DELLA PERCEZIONE RAZIONALE
Il paradigma culturale modifica la percezione
Alessandro Bulgarini
La realtà bio-sociale - culturale si afferma nella coscienza dell'individuo in quanto descrizione del mondo che viene condivisa con gli altri Tra gli uomini, sin dall'infanzia, c'è uno scambio continuo di descrizioni, rappresentazioni e interpretazione del mondo, così come viene percepito, sperimentato e poi raccontato.
Fin dall'inizio veniamo sottoposti a un lavaggio del cervello da parte di genitori, insegnanti, preti, amici, compagni, partner, e non ultime le opere della cultura, che modellano la visione della realtà e in quanto condivise e accettate passivamente come vere.
Una volta accettata la descrizione sociale del mondo, suddivisa in ricchi e poveri, di destra e di sinistra, laica o relighiosa, atea o credente, e formata da uomini e donne, mariti e mogli, imprenditori e dipendenti, intellettuali e artisti, ecc... diventa spontaneo percepire la realtà come luogo di lotta e conlitto tra due nature contrapposte.
A un certo punto ci possiamo così conformare ai dogmi, alle ideologie, ai sistemi di pensiero filosofici e spirituali, che ogni aspetto del reale viene filtrato da uno specifico linguiaggio, volto ad evidenziare differenze di approccio e qualità positive o negative da accettare o rifliutare.
E' come se i nostri occhi, e la coscienza sensoriale che ne deriva, si incollassero alle mappe, agli schemi di interpretazione, senza però comprendere quel che è veramente accaduto. La favola del ragazzo che rivela alla massa, cieca e plaudente, che il "Re è nudo!", descrive con acutezza il limite della comprensione dell'individuo che permane in questa dimensione bio-sociale e cultura che si sovrappone all'unica Realtà.
Tutte le mappe servono a plasmare la coscienza dell'individuo in unità convenzionali significative per quella società al punto da determinare aspetti deteriori come l'accetazione passiva dei ruoli, il conformismo di massa, la società dei consumi e la manipolazione subcoscia della coscienza collettiva operata con un uso sapiente di simboli, parole e immagini, i tre fili che determinano lla struttura di ogni mappa mentale in grado di suggestionare la percezione sensoriale.
Le conseguenze sono ovviamente disastrose poichè tutti quegli elementi di esperienza e di realtà che non si conformano a questa pervasiva matrice sociale vengono semplicemente esclusi dalla coscienza. L'alchimista del Seicento introduce una riflessione quanto mai pertinente nel discriminare gli elementi in giocfo e i modelli da imitare.
La Realtà bio-sociale e culturale è paragonata da Frate Valentino Basilio a un dragone dal cui ventre emergono due nature (Chiave III), entrambe a modo loro sanguinarie, profittatrici e spregievoli. La metafora investe le qualità della volpe e del gallo. La prima è disegnata nell'atto di azzannare la gallina, mentre il secondo, all'apparenza difensore di chi è quieto e produttivo, salta sul dorso della volpe con l'intento di liberarle.
Per la discriminazione alchemica non esiste differenza tra le due nature. Entrambe sono spinte dalla stessa libido, così come capitalismo e comunismo hanno generato lo stesso modello di sfruttamento delle risorse umane, produttive e creative, della massa e del territorio.
A livello individuale chi non si conforma alle regole del gioco viene "represso". I desideri, le aspirazione e le speranze diventano "inconscie" al punto che anche il sistema dell' Arte, della Moda e della cultura ha assunto la funzione spcifica di far parlare il "diverso" in "ambiente controllato", affinchè le modificazioni del pensiero e degli stili d i vita possano compiersi con lentezza, assorbiti e resi innoqui, come fenomeni passeggeri di ordinaria follia.
La Realtà biosociale agisce, secondo l'espressione di Fromm, come grande filtro della realtà, strumento fondamentale di repressione della consapevolezza esistenziale, sensoriale e spirituale delle donne, degli artisti e degli individui che elaborano le sensazioni, le emozioni e i sentimenti corporei in sentimenti morali, valori etici e principi spirituali.
Il sociologo Edgar Morin sintetizza il disagio provato dall'uomo contemporaneo che diventa consapevole dei limiti culturali e spirituali del proprio tempo:
"Ci intossicano le idee semplificatrici, il letteralismo, l’ovvio, il superficiale, quei pensieri chiari e distinti che rifuggono l’oscurità, l’incertezza, la complessità, che vogliono essere a tutti i costi positivi. Quei pensieri che credono di possedere il mondo ma invece sono posseduti dal fantasma folle della lucidità e del raziocinio.”
“E’ nel dialogo tra ordine e disordine che sta l’anima del mondo. Nella nostra specie particolarmente iper-psichica, iper-emotiva, il dialogo tra la misura e l’eccesso, tra la parte sapiens e quella demens è indissolubilmente legato. A volte è necessario avere orrore del sano, un pensiero ecologico deve avere coscienza dell’orrore dell’ordine mondiale (globalizzazione), perché il migliore dei mondi possibili è anche il peggiore.”
“La nostra società sta diventando sempre più solitaria e sempre meno solidale (Camus). Camus non separava il personale dal politico, e negli anni 50 questo comportamento era visto con sospetto, ma dovremo pur elaborare un pensiero, una visione che metta insieme l’ideale con l’esistente, la vita di tutti i giorni e le aspirazioni, l’amore e la solidarietà.”
“Nuove solitudini, nuovi antagonismi, desideri frustrati, rabbia e l’assenza di un qualsiasi futuro hanno reso la vita paralizzante. Ma il mondo è, ancora, molto più grande delle metropoli. Noi viviamo, ad esempio, nel Mediterraneo, con la sua storia, le sue genti, i suoi colori, gli odori, i piaceri.
“Siamo nel buio fondo della notte (Heidegger). Ma siamo anche al principio di un alba. L’incertezza di oggi è sostenibile psicologicamente dagli uomini, non dobbiamo scordare che la vita è fragile, incerta e nello stesso tempo aperta, potente, le potenzialità umane sono immense, dobbiamo usarle.”
“La follia fa profondamente parte della condizione umana: è solo il culto della ragione, dell’ordine che non la considera umana. Ma è un culto demens, perché la parte oscura e irrazionale di noi
non è solo distruttrice o asociale. Genera anche la tenerezza, l’eros, l’estasi, la gioia, la fratellanza. E’ necessario costruire un rapporto con la nostra parte incosciente senza volerla
dominare.”
XANTOSIS DELLA PERCEZIONE COGNITIVA
La percezione influenza la consapevolezza
Alessandro Bulgarini
La coscienza alchemica si forma nei tre gradi di sviluppo della percezione discriminante che è naturale in ogni individuo che si libera dagli schemi mentali indotti dall'educazione e dal sistema delle abitudini che inibisce lo sviluppo dlel'intelligenza. Adottare uno schema, un ruolo o un compito prefissato da altri è certamente più comodo e meno faticoso che non attivare l'istinto di riflessione e uscire dall'inerzia mentale
Anche quando gli schemi di relazione sono vincolati al ruolo definito dagli organi sessuali di riproduzione della specie e i ruoli sono rigidamente prefissati dalla società, è possibile uscire dalla sfera astrale (la Realtà psichica) dei bisogni individuali e collettivi e osservare la dimensione "biosociale" che è la matrice di tutte le convenzioni sociali che pervadono una cultura, come la particolare struttura e sintassi linguistica, la logica, le leggi, l'etica di massa; la fondamentale visione religiosa, la stuttura famigliare, i tabù; le mete, le regole di comunicazione, i comuni postulati sulla realtà; i significati, i valori, la dignità e il prestigio personali,
Ogni società è permeata una fitta rete di rapporti simbolici che distingue una particolare società, sia essa collocata in tempi diverso o luoghi differenti del globo terrestre, così come ogni individuo più o meno interiorizza gli schemi in virtù alla sua appartenenza a tale società.
Quando Dante conclude la "Piccola Opera" di conoscenza dei sentimenti del cuore (la Vita Nova) e termina la fase in cui diventa consapevole della presenza universale degli istinti primari (la lupa), delle pulsioni psichiche (la lonza), e della libido di apparire o di affermarsi (il leone) in ogni fenomeno che riguarda la realtà materiale (opera la nero), al punto di sentire il sangue fremere e ribollire nei polsi, non certo per paura ma per disgusto, si verifica un "secondo grado" di evoluzione della coscienza che lo introduce nella Divina Commedia (l'opera al nero), metafora dell'esplorazione della Banda Biosociale.
Guidato da Virgilio, simbolo di un secondo grado di discriminazione della realtà, Dante esplora nella Divina Commedia ogni elemento all'interno della fitta rete di di connessioni simboliche che lega la coscienza dell'individuo alle motivazioni che lo spingono ad agire. La banda biosociale costituisce infatti la prima massiccia riserva di simboli nella consapevolezza dell'uomo.
Quando un individuo agisce seguendo modelli di comportamento indotti dai modelli sociali, o dai simboli che lo legano alla cultura di riferimento, finisce inevitabilmente per sperimentare l'Inferno, luogo di sofferenza per l'anima incapace di selezionare gli strumenti e i mezzi per salvarsi dall'orrore e dalla insensatezza che pervade la realtà materiale.
Quanto più invece un individuo si libera dalle convenzioni morali, sociali, religiose e culturali, e gode della libertà di scegliere e agire secondo la "coscienza dell'anima", maggiori sono le possibilità di incontrare il suo spiriito nel Purgatorio o nel Paradiso della "Coscienza Discriminante". Significativo, in questo senso, che Dante collochi in Paradiso la moglie di Cangrande della Scala, passata alla storia come consapevole cultrice del piacere sessuale.
Ciò signifca che la libertà di azione, di sentimento e di pensiero (xantosis) passa attraverso la comprensione della realtà umana: biologica (nigredo) e sociale (rubedo). Entrambe sono profondamente intrecciate di simboli che conformano e organizzano giochi di coscienza (mappe) sempre più complessi e difficili da decodificare.
Tutte queste mappe, profondamente radicate nel subcoscio, perseguono lo stesso scopo: quello di plasmare la coscienza dell'individuo in forme convenzionali accettabili e significative per la società. In modo che solo adesso iniziamo a comprendere e rendere espliciti, anche se in forma allegorica (vedi il film Matrix), tali criteri influenzano profondamente il modo in cui l'individuo percepisce la realtà e il mondo.
Una persona diventa membro della società quando ne ha interiorizzato con successo le mappe, ovvero la rete di relazioni simboliche che caratterizzano quella società. In pratica, un individuo è nella società quando la società è in "lui" (il Mr Smith di Matrix è il "soggetto culturale" che entra negli esseri umani e omologa gli individui a diventare come lui
ALBEDO DELLA PERCEZIONE SIMBOLICA
La trasformazione simbolica dell'energia psichica
Alessandro Bulgarini
La realtà materiale, psichica e bio-sociale rappresentano i primi tre strati sovrapposti che, come in una cipolla, nascondono un nucleo centrale in cui la psicologia, la filosofia e la spiritualità Buddhista affermano sia possibile sperimentare la Realtà Unica, Assoluta e Trascendente.
L'arte permette a ogni individuo di percepire l'esistenza di una dimensione esistenziale che trascende gli aspetti puramente materiali della vita è le finalità biologiche e sociali in cui siamo immersi sin dall'infanzia.
Andare oltre le prime tre dimensioni di realtà ha sempre significato in tutte le culture avvicinarsi al limite di un burrone in cui è possibile precipitare, oppure ai confini del mondo conosciuto oltre ol quale si rischia di incontrare mostri mitologici e immagini primordiali (gli archetipi) che sono preformate nel cervello e da sempre sono alla base del pensiero creativo di chi vuole andare oltre le "colonne di Ercole" (l'inconscio personale) e inoltrarsi nel mare aperto (l'inconscio collettivo)
Di simili immagini primordiali Jung dice: "Esistono tanti archetipi quante sono le tipiche situazioni della vita. L'infinita ripetizione ha scolpito tali esperienze nella nostra struttura psichica, non come immagine riempite di contenuto, ma, inizialmente, solo come forme prive di contenuto, le quali rappresentano semplicemente delle possibilità di percezione e di azione. Quando si verifica una situazione (reale o virtuale) che corrisponde ad un dato archetipo, quell'archetipo viene attivato..."
L'attivazione degli archetipi si manifesta in modo spontaneo nell' individuo, nell'artista e nel mistico in grado di trasformare l'energia sessuale in energia creativa. Ciò richiede una introversione dell'energia psichica, la pulsione di godere della vita materiale, che va "contro natura", nel senso opposto agli scopi che gli istinti corporei preformati ci inducono a perseguire.
E' come se l'introversione, anche se di breve durata (malinconia), attivasse nel cervelletto un "istinto mentale primitivo", il quale, come tutti gli istinti o bisogni, se perseguito consapevolmente e seguito può dare soddisfazione, oppure, se negato, può generare frustrazione e nevrosi.
Jung riteneva che l'attivazione di un archetipo in un individuo normale, adattato alla società, ma frustrato nel perseguire la "vocazione, il talento e il destino" (il Daimon) della propria anima, producesse risultati patologici solo se ci si rifiutava di cooperare con esso, elaborandolo e amplificandolo nelle modalità della creatività subconscia.
Se invece l'individuo riusciva a stabilire una relazione consapevole con le immagini e i miti evocati dall'archetipo cercando un significato che fosse valido per sè, questo poteva fornire una guida efficacie, benefica e significativa per la sua vita, ispirando le sue azioni e realizzazioni creative.
La vicenda di Ulisse raccontata da Omero segna il passaggio dell'individuo dalla realtà fisica-meteriale (Livello fisico), in grado di strutturare la coscienza primaria razionale (la moglie Penelope), alla consapevolezza della dimensione archetipale (Livello Mentale) alla quale si accede durante l'introversione dell'energia sessuale (la maga Circe) e la sua trasformazione in pulsione creativa.
Questo secondo tipo di introversione (melanconia generosa), più profonda di quella naturale (melanconia adusta), è tipica degli artisti che sperimentano l'impulso di creare le immagini, cariche spesso di simboli che funzionano da catalizzatore chimico in grado di trasmutare la mente comune (il mercurio vulgaris) nell'intelligenza di relazione (mercurio) e infine nella mente logica e translogica (Hermes) capace di decodificare, interpretare e proiettare il significato degli archetipi.
L'arte si configura come quindi come "tecnica" primaria di elaborazione delle forze mentali primordiali ed ha lo scopo di affrontare e non di evitare le forze inconscie che si impossessano della mente dell'individuo quando il livello di frustrazione, stress e insofferenza all'inerzia spingono irrsistibilmente le potenzialità creative insite nell'introversione dell'energia sessuale, ad elaborare soluzioni "creative" che finiscono per inflazionare l'ego.
Come dice Lama Govinda, "Il livello Mentale dell'esperienza (visualizzazione, sublimazione e trasformazione degli archetipi) non può essere raggiunto attraverso la creazione di convinzioni sociali, ideali e scopi basati sul ragionamento, ma solo attraverso la penetrazione consapevole di quegli strati della nostra mente che non possono essere inluenzati dall'argomentazione logica e dal pensiero discorsivo.
Tale penetrazione e trasformazione è possibile solo grazie alla forza irresistibile della visione profonda (contemplazione creativa), le cui immagini primordiali o "archetipi" sono i principi formativi della nostra mente. Come semi tali immagini affondano nel terreno del nostro subconscio, per far germogliare, crescere e sviluppare le loro potenzialità".
Se gli "istinti biologici" della sopravvivenza e dell'adattamento, dell'equilibrio e della realizzazione dei mezzi e degli strumenti per raggiungerlo, hanno permesso all'uomo di uscire dallo stato di Natura e affrancarsi dal bisogno, dalla paura, dall'indigenza e dalla necessità di provvedere per tutto il tempo ai mezzi di sussistenza, allo stesso modo "gli istinti mentali", attivati dall'introversione della pulsione vitale, hanno costituito da millenni la molla che proietta l'uomo verso il Livello Mentale dell'esperienza.
In questo secondo livello l'Arte, non diversamete dalla tecnica a livello materiale, guida l'individuo ad elaborare consapevolmente gli archetipi che attingono ad una sorgente di notevole forza ed energia (gli ormoni sessuali).
Da questa opera di trasformazione biochimica dell'energia sessuale in energia mentale creativa, possibile per tutti quelli che resistono, come Ulisse, al "canto delle Sirene" e rinuncano ai "poteri di Polifemo" di influenzare la psiche altrui (gli agnelli) con il pensiero, scaturisce una nuova "fonte" di conoscenza che ha il potere di cancellare qualsiasi Ombra e Ignoranza.
LABORATORIO ALCHEMICO
Emblemi dell'Arte Alchemica rinascimentale
e dell'immaginario contemporaneo
ARTE NIGRESCENTE
